
Pubblichiamo il commento al nuovo documento sul piano casa oggetto dell’accordo Stato - Regioni, tratto dal sito web http://www.eddyburg.it
L’agenzia AGI (Agenzia giornalistica Italia) ha diramato ieri pomeriggio (31 marzo) il testo della bozza di accordo Stato-regioni, approvato all’unanimità dalla Conferenza Regioni e province autonome. Se il la bozza è quella bisogna dire che le regioni, all’unanimità, si sono sdraiate sulla strategia proposta da Berlusconi nel suo decreto-annuncio.
Obiettivo della proposta di Berlusconi era liberare dai lacci e lacciuoli delle leggi di tutela del paesaggio e dell’urbanistica, e da quelli della pianificazione urbanistica, territoriale e paesaggistica, gli animal spirits del mercato immobiliare e della conseguente attività edilizia. Questo obiettivo, che abbiamo largamente descritto e denunciato nelle sue implicazioni su eddyburg.it, è rimasto intatto e sarà perseguito dagli atti successivi, col pieno accordo unanime delle regioni, al di là delle dichiarazioni dei Martini, degli Errani, delle Lorenzetti.
Se non ci si affida alle affermazioni trionfalistiche dei presidenti delle regioni e invece si legge con un minimo di attenzione il documento si scopre facilmente l’inganno, e la ragione per cui Errani e Galan, Martini e Cappellacci hanno potuto ugualmente approvare lo stesso documento. Si scopre che, mentre tutte le parole dedicate alla tutela delle leggi vigenti, della pianificazione, del territorio e del paesaggio sono inviti, raccomandazioni, suggerimenti, opzioni possibili, quelle che invece si riferiscono alle deroghe, alla scomparsa dei controlli – insomma, alla riduzione della guida pubblica delle trasformazioni del territorio – sono precise, obbligatorie, tassative, inderogabili: fino a prevedere lo scavalcamento dei consigli regionali da parte dei presidenti, d’intesa col governo, con una prescrizione palesemente incostituzionale.




